Reportage

Tokyo Blues
 (2010)

Tokyo - oggi è normale i supermercati  locali sono aperti 24 ore al giorno a tutto l’anno.  L’amplissima scelta fa sognare una vita ancora più comoda e migliore. L’offerta di prodotti e servizi cresce in maniera vertiginosa, ma il potere d’acquisto della gente non è sufficiente ad assorbirla. Macrocosmico, fantasia, tradizionale, estremismo: esistono persino i reggiseni da uomo e i fundoshi da donna (antico perizoma giapponese da uomo). Entrambi sono motivo d’acquisto per sentirsi più sicuri e un discreto lenitivo per lo stress di tutti i giorni. Ormai anche questa moda è passata. Un “warrior aziendale” (impiegato) si addormenta abbracciando un file con scritto in grassetto “Non Fermare Giappone!”.  Per la città non è difficile incontrare giovani ragazze vestite come bambole francesi in stile Rococò (Gosurori). Il luogo non ha importanza, conta l’aspetto.  Ogni cosa è direttamente legata al suo aspetto più commerciale. 
All’ombra di tutto, le persone espulse dalla società cercano nuovi posti per sopravvivere.
A luglio ci saranno le nuove elezioni ma la gente non sembra molto entusiasta: 
il deficit commerciale del Giappone ha raggiunto la cifra record di 8 miliardi di euro e vanta il debito pubblico più elevato di tutti i paesi sviluppati.

Tokyo 2010

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