Reportage

L'Odissea degli abbandonati   
Nei canili finisce solo un terzo dei cani randagi, che sono stati abbandonati 600 mila l'anno scorso. È un fenomeno estivo. Dal Canile Sanitario Asl al Parco Canile di Milano (2009)

Ogni giorno arrivano i nuovi cani: alcuni catturati dagli addetti ASL ed altri trovati direttamente dai cittadini.
“Abbiamo ottenuto un buon risultato in queste ultime tre settimane”. Sorridono i veterinari del Asl. Dal 21 Luglio al 4 Agosto, su 35 cani vaganti ricoverati, ben 25 erano microchippati e sono stati identificati i padroni. “Se non troviamo il microchip, i cani sono destinati a rimanere qui, ed è una vera disperazione“ aggiunge la dott.ssa Levi. Ci sono tanti Pitbull. “ E’ il cane di moda. Quando c’era il telefilm “Lassie “ riempivamo il canile di razza Collie, quando c’era il film “La Carica dei 101”, lo avevamo pieno di Dalmata… insomma la gente prende un cane seguendo la moda senza responsabilità. Poi li abbandonano facilmente.” Dice dott. Rossi responsabile Asl veterinaria. La battaglia contro l’abbandono continua.

Il Parco canile di Milano, recente inaugurato, costituisce un motivo di orgoglio per il Comune di Milano. Situato in un'area di 35.565 mq immersa nel verde, il rifugio è costituito da 8 padiglioni per il ricovero dei cani e uno per i gatti.
Il padiglione dei cani si estende su una superficie coperta di circa 350mq con 16 box, oltre agli spazi dedicati ai servizi. Ogni box ha una superficie di 12 mq ed è costituito da una zona giorno (m 2,00 x m 4,00) e una zona notte (m 2,00 x m 2,00), quest’ultima opportunamente riscaldata a pavimento.
In questo periodo, sono 190 gli animali in attesa dei nuovi padroni.
Sono molti i milanesi che portano qui animali abbandonati. Marco, ha trovato un cucciolo di appena quattro mesi che viveva con un nomade vicino alla metropolitana Pasteur. Le condizioni dell'animale erano preoccupanti, per questo lo ha comprato e portato qui. Lo ha chiamato "Burro". "Mi piacerebbe tenerlo con me, ma non mi è possibile riesco per mio lavoro. Ma so che qui lo affideranno alla persona giusta che gli voglia bene". Il canile è aperto anche nel week-end e sono moltissimi i milanesi che vengono a vedere i cani e i gatti in attesa di adozione. Chi vuole adottare un animale deve sottoporsi ad un colloquio per valutare la motivazione e per capire se la persona è adatta a quel determinato cane.
Facendo un giro fra i box, si vedono molti pitbull. “Si sentono un sacco di cose in giro. La gente comincia ad avere paura dei pitbull, ma in realtà la colpa del maggior parte delle tragedie è dei padroni.” racconta uno dei dipendenti del canile.
Alcuni di questi cani hanno una sorte fortunata. E' il caso di Chip, un tranquillo e dolcissimo esemplare di 3 anni in attesa. Fra 2 settimane, alla fine delle vacanze, il suo nuovo padrone Giorgio verrà a prenderlo. "Sono venuto al canile solo per curiosità, ma quando l'ho visto mi è piaciuto così tanto che ho di poterlo avere in affido”.
In questo centro tutto è molto ben organizzato. C’è una veterinaria e un gruppo di educatori che si prendono cura dei cani, li curano e si occupano di ferite e malattie. Sono gli stessi volontari ad adottare i cani. “Stiamo cercando una casa con un giardino per poter stare con Scott, un cane di 4 anni e due gatti, tutti insieme" racconta Massimo, ex volontario che ha da poco sposato Laura e con lei condivide la passione per gli animali.
I 190 cani godono di un paio d'ore di libertà al giorno per poter andare a spasso nel giardino del centro. Gli animali molto stressati vengono lasciati liberi anche tutta la notte nell'area dedicata ai cani.
“Alcune persone che lavorano qui sono detenuti" racconta la direttrice Eleonora Bizzozero "Sono bravissimi, vengono qui anche nel loro giorno di riposo per darci a mano. Il nostro è un canile bellissimo e sono molto orgogliosa di poter lavorare qui".

pubblicato Corriere della Sera Milano 

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